Le Experience e la tutela del turista: un cambio di paradigma

Cresce l’interesse verso il turismo esperienziale. Di fronte a un 2025 in cui il problema Overtourism perde centralità, viste le stime che segnalano un progressivo calo di presenze, i player della Hospitality più attenti stanno rinnovando le offerte ai turisti, arricchendole con servizi nuovi ed experience. Bilanciano, così, il calo numerico degli arrivi. In altre parole, molti operatori, dagli albergatori ai Property Manager, si stanno focalizzando sull’offerta di servizi ed esperienze che arricchiscono l’offerta di alloggio con una serie di servizi complementari sotto forma di food & beverage, a volte con catering specificamente organizzati, soluzioni di transfer, noleggio di auto o altri mezzi, tour guidati, percorsi Benessere o accessi a SPA e varie altre soluzioni di turismo esperienziale, rendendo il soggiorno particolarmente piacevole per il “turista” e valorizzando al meglio le bellezze del nostro Paese. Un’attività che è già svolta da diversi operatori, specie nel Luxury, e che tocca tutte le aree legate ai servizi dei rental luxury service.

Ma questa evoluzione non è priva di implicazioni sul piano civile, fiscale e amministrativo. Si assiste infatti a una trasformazione delle figure coinvolte: si passa, quanto al diritto civile, dal ruolo di conduttore (nel caso di affitti brevi) o consumatore (nelle strutture ricettive) a quello di viaggiatore, tutelato in modo particolarmente incisivo dal Codice del Turismo del 2011, richiedendo dunque diverse impostazioni e regolamentazioni nei relativi contratti. E con le relative ricadute fiscali e amministrative. 

Ma l’offerta di servizi ed experience al turista, che siano ulteriori rispetto all’alloggio e combinati secondo specifici criteri, può portare anche a una riqualificazione dell’operatore, che può essere ricondotto all’agenzia di viaggio (o tour operator). 

E non tutti sono consapevoli del risvolto giuridico: se il turista viene ricondotto alla figura del “viaggiatore” tutelato dal Codice del Turismo del 2011, gode di una protezione normativa particolarmente robusta sotto diversi profili. Si tratta di previsioni spesso inderogabili, che richiedono particolare attenzione da parte dell’operatore e che comportano una responsabilità che può essere (parzialmente) gestita mediante una corretta ripartizione con clausole appropriate o grazie a polizze assicurative opportunamente studiate. Sul punto ringraziamo l’avvocato Donatella Marino, che segue gli operatori turistici nella redazione e gestione di idonei contratti ritagliati su misura sulle specifiche esigenze e condividendo con i nostri lettori diversi spunti. Un esempio: quando l’operatore turistico opera come agenzia di viaggi (per semplificare il tema) può essere responsabile verso il viaggiatore del temuto “danno da vacanza rovinata“. Un aspetto già trattato nel libro “Hospitality digitale e short term rental”, edito da Key Editore, autori i nostri Donatella Marino, Benedetta Mussini e Luigi Vele

Inoltre, il turista in questi casi può godere anche di strumenti di favore nel caso di lite. A tal proposito, ringraziamo la nostra nuova Partner, la professoressa Francesca Locatelli, il cui contributo ci consente di approfondire le questioni legate al contenzioso con il turista e agli strumenti alternativi di gestione delle controversie.

In particolare, quali strumenti ha a disposizione il turista per la risoluzione delle controversie legate all’esperienza del viaggio?

Spiega Locatelli che l’arbitrato rappresenta un’opzione percorribile per la risoluzione di molte di queste controversie offrendo un’alternativa alla giustizia ordinaria, spesso costosa e lenta. La normativa italiana ha progressivamente introdotto strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR), come la mediazione e la conciliazione, in linea con le raccomandazioni europee. La Legge n. 135/2001 e il Codice del Turismo del 2011 hanno formalizzato il ricorso all’arbitrato per inadempienze contrattuali degli operatori turistici. Le Camere di Commercio possono istituire commissioni arbitrali per garantire ai consumatori un accesso più rapido ed efficace alla giustizia. 

Ringraziamo anche il nuovo team di Hospitality Law Lab 2025, e in particolare il nostro Comitato scientifico per il 2025 con i professori Vincenzo Franceschelli, Alessio Lanzi, Bruno Castellini, Giuseppe Marino, Guido Alberto Inzaghi e Donatella Marino, oltre alla nostra Academy che vede il coinvolgimento anche di Angelo Giuliani, Simonetta Marchesi, Carlo Alberto Rezzani, Luigi Vele, Luigi Nassivera, Giada Beghini, Tamara Corazza, Rosa Abbate, Benedetta Mussini, Francesca Locatelli e Sara D’Urso, che sta svolgendo, ciascuno per i propri clienti ma anche, insieme, per i nostri lettori del Venerdì, un approfondito lavoro di ricerca su queste tematiche.

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