Diritto e contrattualistica della Hospitality: come pensare ad una ripartenza

Il new normal della Hospitality è la proliferazione degli accordi conclusi quasi esclusivamente on line. Una svolta divenuta necessaria per gestire l’emergenza sanitaria, ma che in realtà consolida un processo da tempo avviato con la digitalizzazione progressiva di tutte le operazioni di intermediazione e prenotazione che caratterizzano il settore turistico.

Sono le OTA e le piattaforme di intermediazione – Booking e Airbnb tra i pionieri – che hanno avviato questa rivoluzione, seguiti da molti altri operatori internazionali e domestici che poco per volta hanno avviato le loro piattaforme con le più svariate modalità.

Una gestione dei rapporti interamente digitale che si scontra però con la normativa italiana nazionale e locale e che ha causato, causa e purtoppo causerà una microlitigiosità significativa e una grave esposizione alle sanzioni amministrative e penali.

Una problematica che rischia di compromettere anche l’interesse degli investitori internazionali che iniziavano a guardare al Real Estate italiano residenziale e ricettivo ma che frenano le iniziative, preoccupati dall’idea di invischiarsi in un tessuto normativo anacronistico e incompatibile con le nuove soluzioni tecnologiche.

Per affrontare la nuova contrattualistica e sciogliere i nodi principali Euroconference Legal ha organizzato on line un seminario di specializzazioneDiritto e contrattualistica della Hospitality” che si terrà nelle giornate del 14 aprile e del 20 aprile. Il corso è rivolto prevalentemente ai professionisti ma è ritagliato in modo da essere fruibile a tutti gli operatori del settore. E’ possibile iscriversi anche a una sola giornata.

Verranno affrontate le diverse tipologie di accordo che caratterizzato il settore della Hospitality: dalle diverse modulazioni della locazione turistica di breve e medio periodo alla diffusione dei contratti a uso transitorio conclusi con importanti scostamenti con la disciplina vincolistica e inderogabile della L. 431/98. Verranno valutati inoltre i diversi contratti di ospitalità, le condizioni e termini del servizio (“TOS”) da individuare nelle proposte dei siti dei gestori di alloggi privati (i Property Manager) e delle strutture ricettive, e le diverse tipologie di accordo che legano il gestore della ospitalità al proprietario. Verranno inoltre affrontate le principali situazioni patologiche che accompagnano un periodo di emergenza come quello attuale e le strategie contrattuali per gestire con efficienza le conflittualità attraverso le procedure alternative (“ADR“) come la mediazione e l’arbitrato: sono soluzioni che consentono di evitare lo spiacevole bivio tra rinuncia alle proprie ragioni, con relativa perdita economica, e la lenta e incerta macchina della giustizia ordinaria.

Un esempio: la smodata diffusione dei c.d. contratti ad uso transitorio conclusi digitalmente e nel mancato rispetto della normativa civilistica vincolante, considerati dagli operatori della Hospitality come la panacea per contenere i danni che l’emergenza sanitaria ha causato al turismo. Sono contratti che sono esposti alla censura di nullità delle clausole difformi, consentendo così al conduttore di non liberare l’alloggio alla data di scadenza (nulla, appunto) dell’accordo. E questo, in una prospettiva di ripresa del mercato nei prossimi mesi, potrebbe generare un pesante contenzioso proprio durante l’auspicata rinascita di questo mercato nel 2022.

Il corso sarà tenuto dall’Avv. Donatella Marino, professionista di HLL e dall’Avv. Elena Olivetti, Presidente dell’Associazione Arbitrando.

Saranno rese disponibili ai partecipanti tutte le slide del corso e i modelli contrattuali esaminati, oltrechè le sentenze citate. Il webinar non verrà registrato da Euroconference, ma è consentita la registrazione individuale e autonoma da parte dei partecipanti, che sono tenuti tuttavia a non far circolare nè in tutto nè in parte tale registrazione nè altro materiale.

Per info e iscrizioni:

Conflittualità nella Hospitality: gestirle con efficienza

La contestata ordinanza del Ministero della Salute del 30 marzo impone nuove regole per i viaggi da e per l’estero in vigore fino al 6 aprile. Le ragioni di turismo giustificano inspiegabilmente gli spostamenti fuori dai confini, seppur con qualche onere (doppio tampone obbligatorio, isolamento fiduciario al rientro). Ma, inspiegabilmente, non valgono per gli spostamenti nel territorio italiano. Una scelta legislativa che ha generato comprensibili proteste dal comparto turistico (Federalberghi in prima linea) ingiustificatamente pregiudicato da questa illegittima discriminazione di trattamento.

Il nuovo quadro normativo sugli spostamenti rischia di generare quindi un ulteriore contenzioso, in una fase in cui la micro-litigiosità nel settore del turismo risulta già amplificata: prenotazioni cancellate all’ultimo momento a causa di una normativa mutevole, difficoltà nel districarsi tra le disposizioni e ingiustificata diversificazione di trattamento tra situazioni giuridicamente simili.

Delle conflittualità nella Hospitality e degli strumenti per affrontarle si è occupato il Webinar organizzato da Arbitrando, lo scorso 30 marzo, che ha visto come relatori anche alcuni nostri professionisti. E’ emersa, come soluzione più efficac, il ricorso agli ADR (ALTERNATIVE DISPUTE RESOLUTION). Si tratta degli strumenti alternativi alla giurisdizione ordinaria (troppo dispendiosa in termini di tempi e di costi e a esito fortemente incerto). Tra questi, il focus del Webinar è stato posto sull’arbitrato.

Continua quindi l’attività di formazione di Hospitality Law Lab. Essere adeguatamente informati e redigere accordi appropriati aiuta a contenere la conflittualità: quindi, i costi. Sul punto, rimandiamo a Euroconference Legal che riporta un contributo dell’Avv. Donatella Marino, professionista di HLL, che analizza tutti gli strumenti a disposizione dei player della Hospitality costretti ad affrontare una conflitto: dai contratti locativi alle condizioni generali di contratto degli intermediari, dei Property Manager e delle O.T.A., con particolare attenzione ai rapporti tra privati e consumatori.

Questi (ed altri)argomenti saranno approfonditi a breve da un Seminario di specializzazione nella Hospitality organizzato da Euroconference Legal. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato.

Accolta la posizione di HLL: se la P.A. è poco chiara la sanzione è illecita

Siamo anche oggi lieti di rendere noto il risultato dei nostri professionisti. In realtà si tratta piuttosto di un successo per tutti i player della Hospitality. Un conforto per coloro che cercando quotidianamente di districarsi tra norme contorte e spesso contraddittorie nel tentativo di fare la cosa giusta e che, malgrado lo sforzo, vengono colpiti da sanzioni dell’autorità amministrativa o fiscale. E questo accade perchè la stessa Pubblica Amministrazione è in difficoltà nella ricostruzione e interpretazione delle norme.

Questa la vicenda. Il Giudice di Pace di Milano, accogliendo il ricorso proposto dai nostri avvocati Donatella Marino e Marco Bassoli, ha annullato l’ingiunzione di pagamento di diverse migliaia di Euro posta a carico di un proprietario cui era stata contestata la violazione della normativa lombarda L. 27/2015 condannando inoltre la Pubblica Amministrazione all’intero pagamento delle spese del giudizio.

In realtà, la sanzione era stata emessa nei confronti di un soggetto privato che concedeva in locazione stanze di un proprio immobile per periodi relativamente brevi a conduttori attraverso contratti di locazione.

A seguito di un’attività di accertamento non sufficientemente accurata, motivata e documentata la P.A. aveva contestato in particolare la violazione dell’art. 39 della L.R. Lombardia del 1 ottobre 2015, n. 27, che punisce “Chiunque intraprende un’attività ricettiva alberghiera e non alberghiera, nonché chiunque utilizza e pubblicizza, anche on line” una delle denominazioni previste dalla Legge lombarda per le diverse strutture ricettive “senza avere presentato” la comunicazione prevista dalla norma.

La difesa dei nostri professionisti ha messo in luce quattro errori della Pubblica Amministrazione.

1 – L’indicazione dell’illecito non era adeguato. L’errore della Pubblica Amministrazione è dovuto alla confusione ancora presente nel nostro ordinamento tra offerta di alloggi in locazione short term e attività delle strutture ricettive. Tanto che dagli atti amministrativi non si deduceva in modo univoco il tipo di attività (locazione turistica, CAV, B&B) di cui la Pubblica Amministrazione contestava la illegittima pubblicità sul sito e l’illegittimo esercizio.

2 – Le motivazioni dell’irrogazione della sanzione erano anch’esse inadeguate.

3 – La carenza di motivazione aveva di fatto impedito al destinatario della sanzione di potersi legittimamente difendere. I provvedimenti amministrativi, infatti, devono sempre consentire ai destinatari comprendere i presupposti di fatto e di diritto posti alla base di ogni decisione della P.A.

4 – Le O.T.A. e le piattaforme che svolgono intermediazione online – spesso società multinazionali, come Airbnb o Booking – più o meno consapevolmente, e forse inevitabilmente, disconoscono sistematicamente i concetti e le categorie giuridiche del diritto italiano. Ne deriva che la Pubblica Amministrazione non può contestare un illecito a un operatore italiano basandosi sulle categorie e le key words (affittacamere, B&B, CAV) risultanti sulla piattaforma ma deve essere in grado di provare che ciò che ivi appare è imputabile all’operatore stesso e non e non è frutto dell’operazione di un algoritmo.

Si tratta di una vicenda giudiziaria che evidenzia come una valida assistenza legale possa correggere alcune storture presenti nel sistema: ma resta ferma e improrogabile l’esigenza di semplificare le normative che regolano il settore della Hospitality, perchè una legislazione adeguata è l’unica salvaguardia per il corretto funzionamento non solo del mercato ma dell’intero apparato della Pubblica Amministrazione.

Le ADR (Alternative Dispute Resolution)nel Real Estate e nel ricettivo: un’opportunità

Mercoledì 30 marzo 2021 dalle 15.00 alle 17.00 nel webinar ”Arbitrato nel Turismo e nella Hospitalityverrà spiegato questo strumento agile e, per le modalità della soluzione offerta, innovativo per la gestione dei contenziosi che affliggono il settore. Organizzato dall’Associazione Arbitrando, sarà un momento dedicato alla scoperta dell’arbitrato come sistema alternativo alla giurisdizione ordinaria per la risoluzione delle controversie legate all’interpretazione e all’esecuzione dei contratti del settore turistico e della Hospitality. L’incontro on line, gratuito ma con posti limitati, verrà tenuto da docenti di Arbitrando e da alcuni nostri professionisti, tra cui il Prof. Vincenzo Franceschelli e l’Avv. Donatella Marino.

Al centro, buona parte dei contratti utilizzati dai player del Real Estate, del turismo e della Hospitality, per i quali le ADR (Alternative Dispute Resolution) sono l’unica reale risposta ai bisogni delle parti. In particolare l’arbitrato, specie se ad arbitro unico nominato da un ente imparziale preconcordato, comporta vantaggi innegabili in termini di qualità e competenza della decisione, velocità della soluzione e di costi del procedimento, oltreche di efficienza e flessibilità.

Le criticità legate al Covid hanno infatti purtroppo riacceso una micro-litigiosità amplificatrice della gamma dei conflitti che già degeneravano in contenzioso giudiziario in tempi pre-Covid. Ma il ricorso ai Tribunali ordinari è un percorso ostico se non precluso, per diverse ragioni, tanto che in molti rinunciano ai loro diritti pur di non rimanere invischiati in cause senza fine e ad esito fortemente incerto.

Questo specialmente in un settore come il nuovo Real Estate rivolto alle più recenti soluzioni locative o ricettive. Sono note le fatiche del diritto a stare al passo con l’evoluzione delle operazioni sociali: per ottenere una decisione competente diventa quindi indispensabile affidare la controversia a professionisti altamente specializzati nel diritto da applicare. Diversamente, gli operatori restano esposti alla pericolosa casualità che caratterizzerebbe un giudizio ordinario.

Nel webinar verranno anche analizzate le modalità che possono rendere questa ADR particolarmente efficiente in termini di costi e come ottenere una decisione vincolante, conclusiva e competente in tempi brevi.

Verranno poi affrontate alcune delle questioni più ricorrenti: quali controversie possono essere effettivamente affidate a un arbitrato? Quali sono, se ci sono, i vantaggi nell’era Covid? Come e quando va costruita la clausola compromissoria?

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Il “blocco degli sfratti” al vaglio della Consulta

Il c.d. blocco degli sfratti continua a preoccupare i proprietari. Il tema è trattato da uno dei nostri professionisti nell’articolo apparso su Milano Finanza lo scorso 6 febbraio (sempre disponibile online), di cui riportiamo un estratto.

Studenti a casa e turismo bloccato scoraggiano l’utilizzo di modalità locative pensate ad hoc. In più, la permanenza del virus Covid-19 e le sue conseguenze economiche mantengono alta la preoccupazione anche verso le locazioni di medio e lungo periodo, che espongono più del solito al rischio di inquilini morosi che non pagano e che non liberano gli immobili.

Ciò in considerazione della sospensione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche a uso non abitativo, prorogata, da ultimo, sino al 30 giugno 2021 “limitatamente ai provvedimenti di rilascio adottati per mancato pagamento del canone alle scadenze e ai provvedimenti di rilascio conseguenti all’adozione… del decreto di trasferimento di immobili pignorati ed abitati dal debitore e dai suoi familiari” (art. 13 co. 14 D.L. 183/2020 convertito). Provvedimento (e proroghe) la cui legittimità è già ampiamente stata messa in discussione da HLL.

Intanto, sono stati due finora i Tribunali (Barcellona Pozzo di Gotto con ordinanza del 13.01.2021 e Rovigo in data 15.01.2021) che hanno sollevato la questione di legittimità costituzionale dell’art. 54-ter del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 convertito, e più volte modificato fino al decreto-legge 31 dicembre 2020, n. 183, convertito in legge il 26 febbraio scorso.

Secondo i Giudici di merito, il carattere indiscriminato della sospensione, così come prevista dai provvedimenti citati, ossia sganciata dall’accertamento di una qualunque correlazione tra pandemia ed espropriazione o dalle condizioni economiche dei creditori sarebbe in contrasto con diversi diritti tutelati dalla Costituzione(artt. 3, 41, 42, 47, 24, 111, 117 Cost., quest’ultimo in relazione all’art. 6 CEDU, in relazione all’art. 13 della Carta di Nizza).

HLL ritornerà sull’analisi specifica dei singoli motivi nei prossimi post.

Nuovo DPCM: le (poche) novità per gli spostamenti e per la Hospitality

Nuovo Governo, stesse linea. Ecco le nuove restrizioni.

Turismo e limite agli spostamenti

L’art. 2 del nuovo DPCM attuativo appena pubblicato ribadisce i consueti limiti alla circolazione, validi per tutti fino al 27 marzo: “Sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

Continua anche la distinzione in zone colorate, con tanto di zona bianca. Rifiniture sulle misure anti-contagio, vecchi e nuovi suggerimenti e obblighi in materia di protocolli e linee guida per il settore ricettivo.

Spostamenti verso le seconde case: inclusi gli “affitti brevi”?

La generale possibilità di accedere alle proprie unità abitative private (di proprietà o prese in locazione) diverse dalla principale, le c.d. “seconde case“, anche fuori Regione, veniva dedotta, dal 14 gennaio in poi, sia dall’assenza di un esplicito divieto e sia dalle FAQ del Governo. Tema già affrontato dai professionisti di HLL anche su Euroconference Legal (v. https://www.eclegal.it/utilizzo-delle-f-q-nella-normativa-emergenziale/ e post HLL del 21-01-2021): le FAQ, pur prive di valore prescrittivo, avevano “consentito” lo spostamento solo in presenza di alcune (peculiari) condizioni. Ad oggi, si legge sul sito del Governo, le FAQ non sono ancora state aggiornate.

Rimane quindi il dubbio se nel concetto di “abitazione – che il DPCM propone all’art. 2 in aggiunta a quelli di “residenza” e “domicilio” – e verso cui “è sempre ammesso il rientro, si possa ricomprendere:

– qualsiasi titolo abilitativo all’accesso verso una propria unità abitativa, ulteriore rispetto a quella di residenza: unica interpretazione in linea con il dettato normativo, a nostro avviso, oppure

– solo alcuni diritti di godimento di queste “unità abitative ulteriori”, escludendone altri, come proposto dalle precedenti FAQ (che vietavano, per esempio, i c.d. “affitti brevi” o quelli concluse dopo il 14 gennaio) nell’assoluta assenza di indicazioni in tal senso nel precedente DPCM e comunque

– solo il titolo abilitativo dell’effettivo avente diritto, e quindi il titolare del diritto di proprietà o sottoscrittore dell’accordo locativo: ma non il coniuge o il figlio non convivente o altro parente, per esempio, o la domestica che lavora in famiglia, generando evidenti situazioni ancora più paradossali.

Il concetto di abitazione non è specificamente perimetrabile sulla base dei principi del nostro ordinamento e non può certo essere interpretato in modo restrittivo: anche perché evocato in norme lesive di diritti fondamentali costituzionalmente tutelati. Il termine “abitazione” dovrebbe essere inteso nella sua accezione più ampia, come unità adibita a uso abitativo, fruibile da ogni avente diritto all’accesso e dai soggetti da quest’ultimo autorizzati. Come sempre.

Ulteriori restrizioni regionali

Alcune Regioni hanno adottato misure più restrittive rispetto a quelle previste a livello nazionale. Ad. es. l’Ordinanza Regione Lombardia n. 714 del 4 marzo 2021 rafforza le restrizioni in tutto il territorio regionale (c.d. zona arancione rafforzata) e prevede in maniera esplicita all’Art. 1:

5. non è consentito recarsi presso le proprie abitazioni diverse da quella principale (c.d. seconde case) ubicate nel territorio della Regione fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità;

6. non è consentito a coloro che non risiedono nel territorio della Regione recarsi presso le proprie abitazioni diverse da quella principale (c.d. seconde case) ubicate nel territorio della Regione fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità…”

Strutture ricettive tra incentivi e restrizioni

Per le strutture ricettive, la possibilità di rimanere o meno aperti resta un’opportunità di scarso interesse finché gli spostamenti tra Regioni o persino interregionali rimangono vietati. E rimangono vietati gli ingressi da molti dei Paesi esteri (v. elenco E dell’allegato 20 al DPCM 2 marzo). Quello che è necessario e ormai indifferibile è che il Governo affianchi all’imposizione di misure di prevenzione, distanziamento, pulizia e sanificazione idonei strumenti di ristoro, sia per l’ambito alberghiero sia per il c.d. extra alberghiero. Hospitality Law Lab tornerà specificamente sul tema dei ristori e degli incentivi nelle prossime settimane.

Il difficile inquadramento delle piattaforme online: Airbnb torna in Europa

Si è svolto oggi l’incontro organizzato da Euroconference, all’interno del Master Breve Legal, sulle nuove figure di intermediario nel Real Estate e nel Turismo. Il corso, tenuto da uno dei nostri professionisti, ha trattato l’istituto del mediatore ed il suo superamento in questo settore, ad opera delle controverse figure delle piattaforme internazionali, ma anche delle nuove declinazioni del Property Manager, tra attività di gestione e di intermediazione. Al canonico sguardo sul comprato normativo nostrano è stata affiancata l’evoluzione giurisprudenziale anche dei Giudici europei, che sempre più, in questo eclettico settore, hanno competenza.

Ne è un esempio il coinvolgimento di una delle più famose piattaforme dell’home sharing: Airbnb, che è stata, proprio per l’ambiguità della sua figura e del suo inquadramento giuridico, nell’arco di pochi anni attenzionata dall’Italia e dalla Francia. A seguito del procedimento francese è stata definita dalla Corte di Giustizia come “esercente servizi di attività dell’informazionee come tale non sottoposta alla normativa francese sui mediatori (CGUE, Sent. 19 dicembre 2019, C-390/18). Il procedimento avviato in Italia sulla liceità della normativa che prevede anche per i soggetti che gestiscono portali telematici preordinati a mettere in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, di rispettare determinati obblighi fiscali, è invece ancora in sospeso. Le domande presentate dal Tar Lazio, nel luglio 2019, dopo essere state considerate irricevibili dalla Corte di Giustizia il 30  giungo 2020 (Ord. n. C‑618/19) sono state riproposte (con Ordinanza promossa dallo stesso Tar lo scorso 26 gennaio) con una nuova illustrazione dei motivi che hanno indotto il giudice del rinvio a interrogarsi sull’interpretazione del diritto dell’Unione e sulla validità di determinate disposizioni della normativa nazionale.

HLL analizzerà i motivi del nuovo ricorso e continuerà a monitorare la questione tenendovi aggiornati.

In risposta ai molti lettori di HLL che ci stanno chiedendo come partecipare al corso di Euroconference Legal: “Le nuove figure di intermediario nel turismo e nel Real Estate” del prossimo 26 febbraio, segnaliamo che anche i non avvocati e coloro che non hanno un abbonamento possono iscriversi, inviando una e-mail a: gaia.viani@euroconference.it o a cristina.galavotti@euroconference.it

Il corso tratterà il ruolo delle OTA e delle piattaforme internazionali di intermediazione ma anche del ruolo del Property manager, tra gestione e intermediazione, e proporrà un percorso formativo finalizzato a garantire ai partecipanti l’aggiornamento sulle ultime novità normative e giurisprudenziali e, allo stesso tempo, l’approfondimento specialistico sui temi di maggiore rilevanza in ambito professionale.

Dal mediatore immobiliare al Property Manager agli intermediari on line: il 26 febbraio un webinar dedicato all’inquadramento normativo dei nuovi player della Hospitality

Il turismo non è e non sarà più come prima. Però, come ricorda Airbnb in un recente sondaggio, è pronto a ripartire. Con nuovi player, che operano con ruoli chiari sul mercato ma complessi nel loro inquadramento normativo, sia domestico che europeo, sia civilistico che fiscale. A questi nuovi intermediari, che a diverso titolo si muovono nel Real Estate e nel Turismo, sarà quindi dedicato il webinar di due ore che si terrà il prossimo 26 febbraio all’interno del percorso formativo Master breve di Euroconference Legal. 

Il corso, tenuto da uno dei professionisti di HospitlaityLawLab, l’avvocato Donatella Marino, proporrà un approfondimento attento e sintetico, con taglio pratico, su uno dei temi più complessi e dibattuti del momento. Sono cambiate le esigenze ma anche gli strumenti: la digitalizzazione ha decretato la fine dei ruoli di agenzia e mediazione tradizionale che non sono riuscite ad adeguarsi e li ha sostituiti con soggetti nuovi. Ma anche la normativa italiana stenta a stare al passo. Oggi il mercato della Hospitality chiede soluzioni pratiche e giuridiche diverse e il corso affronta, uno per uno, separatamente e attraverso confronti, valutandone sovrapposizioni e contrapposizioni, tutte le figure di intermediazione, in senso lato, presenti in questo settore. 

Al centro, quindi, il tradizionale ruolo del mediatore immobiliare, figura professionale regolamentata già prevista e disciplinata nel Codice civile del 1942, costretta a rinnovarsi e a confrontarsi nell’era digitale con l’ingresso dei competitors più attrezzati. 

Tra questi, i portali della intermediazione on line dedicati a favorire l’incontro tra domanda e offerta e penetrati anche nel comparto del Real Estate: soggetti che intervengono nella conclusione – ma non solo – di locazioni di breve e medio periodo. 

Ma anche i Property Manager della Hospitality, un’evoluzione dei tradizionali gestori di immobili riadattata alle esigenze della brevità della fruizione degli alloggi offerti ai turisti: soggetti che operano anch’essi, come i portali dell’intermediazione – categoria in cui spesso confluiscono – con una pluralità di modalità operative e con un’ampia gamma di impostazioni contrattuali e di inquadramenti civilistici e fiscali. Gestori che si trovano ad affrontare nuove mansioni, legate solo in parte alla conservazione dell’immobile loro affidato (e rimasto per lo più tristemente vuoto in tutta l’era Covid): il nuovo Property Manager è in costante ed efficiente ricerca di nuovi meccanismi e soluzioni idonee a garantire una redditività alla proprietà, senza trascurare la soddisfazione dell’ospite, ma stenta a trovare il tracciato giuridico corretto. Sono soggetti abituati a muoversi in un quadro normativo europeo molto attento alle regole della libera concorrenza ma che devono anche fare i conti un impianto civilistico e fiscale interno ancora piuttosto vetusto, che non conosce né riconosce queste nuove figure. 

Così, i player e i loro professionisti sono sottoposti a un continuo esercizio interpretativo e costruttivo con il rischio di non riuscire a inquadrare correttamente, sul piano civilistico e fiscale, il loro ruolo all’interno del sistema giuridico. Il corso, che pur non ambisce a sciogliere tutti i nodi, offrirà a professionisti e operatori, alla luce della normativa e giurisprudenza italiana ed europea più recente, strumenti utili ad impostare queste nuove situazioni.

Consulta la brochure:

Per info ed iscrizioni:

https://www.euroconference.it/centro_studi_forense/master_breve_legal

Dal Tribunale di Roma dubbi sulla normativa emergenziale: convalidato lo sfratto

In arrivo dai Tribunali le prime decisioni che contestano la legittimità dei decreti emergenziali. Pioniere è il Tribunale civile di Roma che, con una ordinanza dello scorso 16 dicembre, decide su una convalida di sfratto muovendo alla normativa emergenziale numerose critiche ruotanti intorno a due snodi.

1.ll contenuto poco proporzionato di alcune misure, che ha travolto interi settori produttivi ben più del problema sanitario in quanto tale.

2.La forma scelta per l’emanazione di provvedimenti volti ad incidere su libertà costituzionalmente garantite.

Due temi già sollevati dai professionisti di HLL proprio nel post di settimana scorsa. HLL aveva trattato i danni causati al settore turistico dalla compressione della libertà di circolazione: danni generati non tanto dall’emergenza sanitaria in quanto tale ma piuttosto dall’attività provvedimentale, non sempre legittima.

Curiosa e interessante, la recente decisione del Tribunale civile romano (R.G. n. 45986/2020) con cui viene messa in discussione la illegittimità di alcuni provvedimenti. Le restrizioni sono dovute, secondo il Tribunale, “non alla intrinseca diffusione pandemica di un virus ex se, ma alla adozione “esterna” dei provvedimenti di varia natura (normativi ed amministrativi) i quali, sul presupposto della esistenza di un’emergenza sanitaria, hanno compresso o addirittura eliminato alcune tra le libertà fondamentali dell’Uomo, così come riconosciute sia dalla Carta costituzionale che dalle Convenzioni Internazionali.”

Il Giudizio riguardava una richiesta di convalida di sfratto per morosità a cui l’intimato si era opposto lamentano l’impossibilità di onorare l’elevato corrispettivo convenuto, a causa della grave crisi scaturita dalla pandemia e richiedendo la reductio ad aequitatem del canone locatizio, in applicazione delle norme sull’eccessiva onerosità sopravvenuta ex art. 1467 co. 3 c.c.

Il Giudice romano, dopo aver contestato la liceità della dichiarazione dello Stato d’emergenza del 31-01-2020, ha ritenuto che le limitazioni imposte con DPCM, anche quando richiamati da decreti-legge, sarebbero in contrasto con le disposizioni costituzionali. In particolare, con l’art. 76 Cost. che “nel prevedere che l’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi, impedisce anche alla legge di conversione di decreti legge la possibilità di delegare la funzione di porre norme generali astratte ad altri organi diversi dal Governo, inteso nella sua composizione collegiale, e quindi con divieto per il solo Presidente del Consiglio dei Ministri di emanare legittimamente norme equiparate a quelle emanate in atti aventi forza di legge.”

In relazione poi alle motivazioni che hanno giustificato l’approvazione di molti DPCM, il Tribunale ha ritenuto che “le disposizioni limitanti le libertà fondamentali in alcuni casi non appaiono adottate in immediata conseguenza logica di un ragionamento e basato su dati ontologici fattuali certi (o almeno verificabili), ma previa esposizione di mere clausole di stile[…]o con prescrizioni del tutto generiche”. Lamentando un vizio di motivazione, ex art. 3 L. 241/1990, dell’atto amministrativo, concretamente contestabile. Così come, si legge nella decisione, talune motivazioni per relationem (pratica di per  sé riconosciuta dalla giurisprudenza) operata dai DPCM, rimandano “ad atti non sempre disponibili o comunque conoscibili” (es. verbali del comitato Tecnico Scientifico, spesso non reperibili.) Atti illegittimi quindi, che potevano essere impugnati nelle sedi opportune, “con ciò eliminando in radice le conseguenze che ne sono derivate”.

Il Giudice ha poi disconosciuto l’ultima giurisprudenza dello stesso Tribunale (Trib. Di Roma Ord. 27 agosto 2020) che invocava concetti quali la buona fede nella esecuzione del contratto e istituti come l’impossibilità sopravvenuta ex art. 1463 c.c. o l’eccessiva onerosità. E ha concluso, rispetto all’effettiva difficoltà in cui verteva l’inquilino moroso, che: “si tratta, […]non di un danno “da emergenza sanitaria”, ma di un danno da attività provvedimentale, che si reputa illegittima, e che, la parte non si è attivata in alcun modo per rimuovere e, di conseguenza eliminare gli effetti dannosi, che dunque ben avrebbe potuto evitare.” La pretesa invocata dalla persona intimata è basata quindi, secondo il Tribunale romano, su un presupposto di partenza di per sé errato, tale da rendere infondata la richiesta.

E’ ben vero dunque che bisogna riconoscere, al Governo che ha gestito l’Italia in questi ultimi dodici difficilissimi mesi, la fatica di operare in condizioni di straordinaria delicatezza. Ma è anche vero che, inevitabilmente, a prescindere dalla condivisione o meno dell’interpretazione del Tribunale romano, è bene rilevare che la questione della legittimità dei provvedimenti ha ormai raggiunto le sedi giudiziarie.

Qui il testo integrale della decisione: