Locazioni abitative quando l’inquilino è imprenditore: scontro Agenzia delle Entrate e Cassazione

Crescono i ricorsi e, soprattutto, i successi dei contribuenti che chiedono di applicare la cedolare secca anche per le locazioni abitative in cui l’inquilino è un imprenditore. Il noto contrasto tra Agenzia delle Entrate e Suprema Corte di Cassazione sta alimentando le liti, ma anche la fiducia per un risultato favorevole al locatore, posto che ormai (quasi) sistematicamente è il contribuente a vincere. Quanto meno, questa è l’esperienza dei nostri professionisti, sempre più spesso coinvolti in questi percorsi. Sul punto, Idealista.it ha intervistato alcuni Partner di Hospitality Law Lab particolarmente impegnati su questo fronte: Luigi Vele, avvocato fiscalista, con Giuseppe Marino, Professore ordinario di Diritto tributario presso l’Università degli Studi di Milano e Donatella Marino, avvocato civilista, tutti con specifica expertise in questo ambito.

Ma qual è il contrasto che costringe questa tipologia di locatori ad agire in giudizio?

Secondo AdE, richiamando la circolare n. 26/E del 2011, il regime della cedolare secca non sarebbe fruibile dal locatore persona fisica quando il contratto locatizio sia concluso con inquilino che opera nell’esercizio di impresa o lavoro autonomo, a prescindere dall’effettivo utilizzo (abitativo) dell’immobile. Una lettura formalistica che guarda alla natura soggettiva dell’inquilino.

Di diverso avviso, solitamente, i giudici tributari (e la prevalente giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione), che valorizzano invece la destinazione concreta dell’immobile: se l’uso è abitativo, il locatore persona fisica può optare per la cedolare secca, anche quando l’inquilino è, per esempio, una società che destina l’alloggio a foresteria per i propri dipendenti o anche ad housing temporaneo. Ciò che rileva è la funzione abitativa, non la qualifica del contraente. Al punto da estendersi alle gestioni “vuoto per pieno” di diversi property manager sia del settore residenziale sia ricettivo, e quindi, della Hospitality.

Il contrasto non è teorico ma ha purtroppo un risvolto pratico immediato: l’AdE continua, in questi casi, a impedire, operativamente, la registrazione con l’opzione della cedolare secca, costringendo i contribuenti a tutelarsi in sede contenziosa. 

Ne deriva un’incertezza che incide su proprietari e operatori del Real Estate e dell’Hospitality, in attesa di un definitivo allineamento tra prassi amministrativa e diritto vivente. Nel frattempo, tutti i professionisti del team fiscale di Hospitality Law Lab — oltre a Giuseppe Marino, Luigi Vele e Donatella Marino, anche Simonetta Marchesi e Carlo Alberto Rezzani — contribuiscono, con un approccio integrato e altamente specializzato, all’analisi delle tematiche del settore, non solo assistendo professionalmente i contribuenti ma anche offrendo continui contributi e approfondimenti ai lettori.

Per approfondire, leggi l’intervista su Idealista.it https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2026/02/13/324642-avvocati-hospitality-law-lab-i-proprietari-possono-usufruire-della-cedolare

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