Ancora novità normative che cambiano le regole dello Student Housing italiano, alimentando l’interesse verso gli investimenti e lo sviluppo di questo segmento del Real Estate e della Hospitality non propriamente turistica.
A fronte di una carenza strutturale di posti letto nelle principali città universitarie, il PNRR ha messo in campo non solo 1,2 miliardi di euro per nuovi studentati a canoni calmierati, ma soprattutto un pacchetto di semplificazioni urbanistico–amministrative con l’obiettivo di ridurre tempi, incertezze e complessità.
Per investitori e operatori del Real Estate significa:
- maggiore facilità nel cambio di destinazione d’uso, anche in deroga agli strumenti urbanistici;
- utilizzo di titoli edilizi più flessibili;
- esenzioni su standard e parcheggi;
- premialità volumetriche;
- possibilità di operare senza piani attuativi preventivi in alcuni casi;
- ricorso al permesso di costruire convenzionato, con maggiore certezza nei rapporti con i Comuni.
Il risultato? Permitting più rapido, business plan più sostenibili e maggiore bancabilità delle operazioni.
Dette misure si applicano oggi solamente ai progetti Affordable finanziati dal PNRR e prevedono un vincolo temporaneo di destinazione di 12 anni. Ma il segnale al mercato è chiaro: lo Student Housing è una priorità nazionale e un laboratorio di riforme.
Domanda in crescita, attenzione pubblica, quadro regolatorio più favorevole: lo Student Housing non è più una nicchia, ma una Asset Class con fondamentali solidi e forte potenziale industriale.
Per investitori, sviluppatori e gestori, è il momento di credere fortemente in questo settore.
Per capirne di più, Idealista.it ha intervistato i nostri Partner Donatella Marino, civilista con specifica expertise in Real Estate e Hospitality, nonché Guido Alberto Inzaghi – Founding Partner di SI – Studio Inzaghi, primario Studio legale italiano altamente specializzato nel Real Estate, e Luigi Nassivera, fortemente dedicato a tutte le tematiche dell’Housing

