“Hospitality digitale e short term rental”: un libro per gli operatori in compliance con la nuova ospitalità turistica 

E’ giunto al traguardo il testo “Hospitality digitale e short term rental” edito da Key Editore, sottotitolo “Le novità dell’impianto normativo italiano ed europeo della ospitalità turistica digitale e i nuovi obblighi di trasparenza”. 

Sono co-autori i nostri Donatella Marino, Benedetta Mussini e Luigi Vele, con prefazione del Prof. Vincenzo Franceschelli e con la collaborazione dei Partner 2024 del Centro Studi Hospitality Law Lab e in particolare del Prof. Bruno Castellini, del team dei penalisti con il Prof. Alessio Lanzi e l’avv. Angelo Giuliani, dei fiscalisti con il Prof. Giuseppe Marino, l’Avv. Simonetta Marchesi e il dott. Carlo Alberto Rezzani, degli avvocati amministrativisti Guido Inzaghi e Luigi Nassivera, oltre che degli avvocati Giada Beghini, Tamara Corazza e Rosa Abbate.

Come si chiarisce nell’Introduzione, il testo affronta un tema cruciale. Le normative nazionali ed europee, nel rincorrere l’evoluzione della Hospitality turistica e dello specifico fenomeno dello short term rental, stanno prendendo atto di un dato: “il Real Estate residenziale abitativo confluisce nell’offerta turistica di alloggi a inquilini di breve periodo, ricondotti atecnicamente al concetto di “turista”. E si pone quindi l’obiettivo di rispondere a svariate domande. In primo luogo, chi è, parlando in termini di norme – civilistiche, fiscali e amministrative – applicabili, il  “turista” che prenota tramite le piattaforme digitali di intermediazione (per esempio, Booking.com, Airbnb, Expedia, Vrbo)? 

➝ E’ l’inquilino, cioè il conduttore di un contratto di locazione, regolato dalla disciplina vincolistica delle locazione oltre che dagli specifici articoli del codice civile? 

➝ O è un “consumatore”, protetto dal massiccio apparato normativo che attribuisce seri obblighi e responsabilità all’imprenditore che offre l’alloggio? 

➝ Oppure si qualifica addirittura come “viaggiatore”, come specificato nel c.d. Codice del Turismo, a cui viene offerto, oltre all’alloggio (in albergo, in casa, potrebbe non rilevare), anche una serie di “servizi turistici” e di esperienze tali da ricondurre questo “turista” sotto la protezione robustissima della normativa dei  “pacchetti turistici”, che amplia in modo importante la responsabilità dell’operatore che si pone come agente di viaggi o tour operator

➝ Oppure è “user” di piattaforma digitale, ancor più protetto grazie ai crescenti obblighi previsti a carico dei gestori di queste piattaforme? 

➝ Qual è il ruolo dei nuovi intermediari

➝ Come cambiano gli elementi di distinzione tra mediatore immobiliare, agenzia viaggi, tour operator, piattaforma di intermediazione, alla luce delle nuove normative? 

➝ Come si deve porre il gestore di immobili (alberghi o in generale strutture ricettive, gestiti talvolta tramite i particolari mandati degli Hotel Management Agreement oppure case di privati, i c.d. Property Manager) rispetto a queste nuove normative?

Gli apparati normativi che governano i due ambiti del Real Estate e della ricettività turistica sono completamente diversi, spiega il libro, così come “diversi sono gli strumenti contrattuali da utilizzare, le responsabilità verso il “turista”, i risvolti fiscali, i regimi autorizzativi e le forme di controllo e sanzionatorie delle Autorità pubbliche preposte.” 

Le autorità sono sempre più vigili anche su questo mercato: non solo l’Antitrust italiano (Autorità garante per la concorrenza e il mercato o AGCM) e l’Agenzia delle Entrate ma anche l’AGCOM (il garante delle Comunicazioni) e le Autorità fiscali estere, coinvolte nell’incrocio dei dati per rilevare le eventuali asimmetrie informative (si veda per esempio la Direttiva DAC 7). 

Non ultimo, il coinvolgimento dei Comuni, cui sono affidati sempre maggiori compiti. Il settore cresce, dunque, il turismo in Italia resta un asset da valorizzare e sviluppare. 

Anche perché cambiano le regole da conoscere. 

Soprattutto se si considera che, alla criticità generata dall’incrocio di due mercati e, dunque, di due apparati normativi diversi, “si aggiunge la grande rivoluzione tecnologica di questi ultimi decenni, che vede entrambi i mercati dominati da alcune piattaforme di intermediazione della Hospitality Short Term (Booking, Airbnb, Expedia/VRBO, per fare alcuni esempi), che, di fatto, hanno introdotto nuove regole cui il mercato si sta inconsapevolmente adeguando”.

L’uscita del libro sarà anche l’occasione per diversi incontri, convegni e docenze che consentiranno di approfondire i diversi temi trattati. 

L’obiettivo del libro e mission di Hospitality Law Lab è aiutare a contenere il rischio che questo nuovo mercato sprofondi nel paludoso panico generato dal groviglio di norme che sta spaventando operatori e investitori. Al contrario, si vuole offrire uno strumento ai player per una corretta compliance con le norme applicabili, offrendo anche spunti per interventi in sede normativa. Così da favorire uno sviluppo costruttivo di questo mercato, che costituisce un’incredibile opportunità di crescita della ricchezza italiana.

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