Impedire gli affitti brevi “molesti” nelle città italiane

Mentre inizia a circolare la nuova bozza del Disegno di Legge (DDL) sulle locazioni turistiche, più accurata della precedente ma ancora molto esposta, se non intervengono modifiche, a censure (non ultima, l’Antitrust), nelle città italiane cresce la contrapposizione tra proprietari favorevoli o contrari agli “affitti brevi”. Da un lato i condòmini che propongono in locazione le loro unità immobiliari per brevi periodi a turisti, spesso giovani e poco facoltosi, oppure a studenti, dall’altro proprietari contrari a queste tipologie locatizie, perchè i relativi inquilini risultano spesso “fastidiosi”.

Una criticità che ha travolto anche qualche città straniera, come New York. Da quanto riportato nei giornali newyorkesi, negli scorsi mesi Airbnb avrebbe proposto contestazioni contro i limiti imposti dalla metropoli per limitare questa tipologia di locazioni, ma il Tribunale statale di Manhattan le avrebbe respinte. Una realtà molto particolare, quella di New York, coerentemente impegnata a mantenere la propria immagine di città ricca ed expensive contenendo l’ingresso dei turisti meno facoltosi che possono alloggiare solo negli appartamenti proposti su Airbnb (o piattaforme analoghe), meno cari degli inavvicinabili alberghi della Grande Mela. Così facendo, New York tutela anche chi ha il privilegio di vivere nelle altrettanto inavvicinabili abitazioni newyorkesi, e che non vuole circondarsi di turisti non adeguatamente abbienti, spesso, “fastidiosi”. Da considerare che ad oggi sono pochissime le città nel mondo che hanno deciso di contenere questo tipo di turismo, volto a consentire ai viaggiatori di accedere a questa nuova forma di hospitality. Si tratta peraltro sempre di realtà locali molto particolari, sia dal punto socio-economico sia normativo.

In Italia, sul piano del diritto, i principi costituzionali ed europei pongono principi e regole generali piuttosto chiari. Tra i più rilevanti, le norme a garanzia della libera concorrenza a tutela del consumatore/viaggiatore, che dovrebbe poter accedere a tutte le possibili forme di ospitalità. Su questo punto, il nuovo DDL, che pare più accurato sotto diversi aspetti, si espone a severe censure su alcune proposte e dovrà comunque superare, prima di tutto, il vaglio dell’Antitrust. Oscuro pare poi il disposto che sviluppa un nuovo concetto di “imprenditorialità“, sganciato dalle già esistenti previsioni dell’ordinamento italiano in proposito.

Condivisibile comunque l’intento del Legislatore di intervenire sulla disciplina delle locazioni, anche se confidiamo che ciò avvenga all’interno di un quadro più sistematico. L’attuale legge sulle locazioni ad uso abitativo e la relativa tutela giudiziaria non risponde ormai più alle esigenze del mercato, e sta vigorosamente alimentando il c.d. problema abitativo. Benvenuti dunque, sul punto, anche gli interventi volti a rendere più appetibili, per i proprietari, i contratti a uso transitorio a canone calmierato, come appena avvenuto a Milano. Ma, certamente, non basta.

Al quadro normativo vetusto e complesso vanno aggiunti gli altrettanto datati regolamenti di condominio. Su questa criticità, stanno invece cercando di tamponare i nostri giudici. Oggi infatti i condòmini infastiditi spesso reagiscono in maniera scomposta, avviando inutili liti. Quali sono, invece, gli strumenti giuridici idonei a far cessare i comportamenti ritenuti “molesti”? Sul punto, rispondono su Idealista.it (https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2023/07/31/174829-affitti-brevi-in-condominio-o-super-condominio-cosa-e-consentito-e-cosa-e ) i nostri partner Donatella Marino, Giada Beghini e Tamara Corazza.

Rispondi