Green Pass e luoghi di lavoro: le difficolta applicative nel Real Estate

È stato certamente un successo l’ultimo Decreto Green Pass che ha reso obbligatorio il Green Pass ai lavoratori del settore privato, quanto al perseguimento dell’obiettivo politico del Governo attuale.  Il numero dei vaccini per il COVID 19 e dei tamponi di controllo è vertiginosamente salito. Più complessa l’applicazione pratica di questa norma, specialmente nel settore del Real Estate e della Hospitality. Critica soprattutto l’individuazione dei soggetti di diritto privato (diversi dall’autorità pubblica, dunque) tenuti al controllo dei Green Pass dei lavoratori che accedono agli ambienti in cui svolgono la loro attività. Il tema si pone soprattutto per quando il lavoratore non è “dipendente”, e quindi non è legato da un rapporto di lavoro subordinato con il titolare dell’ambiente lavorativo cui accede.

Chiaro lo scopo della misura: prevenire la diffusione del Covid-19 in tutti gli ambienti lavorativi. Ma i concetti della nuova normativa non sono correttamente agganciati alle categorie giuridiche conosciute nel nostro ordinamento. Uno scoordinamento che sta creando forti disagi a tutti player della Hospitality: dai responsabili dei cantieri al chiuso agli interventi lavorativi all’interno degli ambienti domestici, dai gestori di immobili e Property Manager di ogni tipologia agli intermediari immobiliari, inclusi gli agenti immobiliari dall’ambito ricettivo alla gestione degli studentati e degli spazi in co-working.

Tra le questioni più discusse, l’esibizione del Green Pass da parte del “lavoratore” che accede ad ambiente lavorativo diverso dalla sua sede aziendale (o professionale). Soprattutto se l’accesso è necessario per l’esecuzione di accordi con l’azienda che lo vede accedere in virtù di rapporti di collaborazione, consulenza, appalto, somministrazione o altri simili. Il comparto Real Estate si compone infatti di fornitori, trasportatori, appaltatori e consulenti, elettricisti o idraulici, ma anche di addetti alle pulizie o alla sicurezza degli edifici, così come di professionisti (architetti, geometri e ingegneri), di agenti, mediatori immobiliari e Property Manager che accompagnano gli inquilini, i turisti o gli studenti negli alloggi e di molti altri soggetti “autonomi” legati al titolare del luogo cui accedono da rapporti di consulenza, appalto, contratto d’opera o altra tipologia contrattuale assimilabile. Per tutte queste categorie, l’interpretazione giuridica e la conseguente operatività di questo Decreto Green Pass comportano problematiche applicative non trascurabili. Tanto più se si
tiene conto degli ulteriori e talvolta contrapposti obblighi di riservatezza e Privacy per la
compliance con il GDPR.

In attesa degli indispensabili chiarimenti, l’avvocato Donatella Marino, professionista di HLL affronta alcune tra le criticità più rilevanti nel contributo di Euroconference Legal che condividiamo: https://www.eclegal.it/decreto-green-pass-bis-le-difficolta-applicative-nel-real-estate/

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