Come conoscere contributi e divieti di Regioni e Comuni

Non solo misure statali. Certo, gli innumerevoli decreti hanno avuto pesanti ricadute sul turismo: da ultimo, il DPCM dello scorso 7 settembre che proroga al 7 ottobre le misure per contrastare il virus Covid-19 contenute nel Dpcm 7 agosto 2020. Ma anche le Regioni intervengono a favore del settore. Qualche ente locale tende però ancora a contrastare lo sviluppo della ricettività: si veda il Comune di Venezia, per esempio.

Iniziative a supporto del settore turistico. Con bandi a sostegno di turismo e cultura, agenzie viaggi e tour operator, le Regioni si danno da fare. Si passa dal bando, in via di definizione della Provincia autonoma di Trento, per il contributo alle strutture ricettive che garantiscono certi livelli occupazionali, ai contributi a fondo perduto concessi dalla Regione Puglia alle imprese del settore turistico che abbiano subito perdite, sussistendone i requisiti. Ma anche bonus per le assunzioni di personale nel settore turistico, come quello della Regione Liguria. Non mancano anche interventi di solidarietà, come la convenzione sottoscritta dalla Regione Lombardia e le Associazioni di categoria (Confcommercio Lombardia, Confindustria Lombardia, Confesercenti Regionale della Lombardia), prorogata fino al 15 ottobre 2020, che introduce e disciplina la possibilità di alloggio per soggetti “che per ragioni di tutela della salute, oltre che per esigenze lavorative, non possono rientrare in sicurezza al proprio domicilio”. Come gli operatori sanitari e sociosanitari o i volontari di Protezione Civile impegnati nell’emergenza Covid-19, per esempio. Il tutto a carico della Regione.

Misure volte a contenere il fenomeno ricettivo. Specie se si tratta della ricettività nei condomìni, le forme di ricettività c.d. extra-alberghiera sono spesso malviste dai residenti.

Tra i provvedimenti più discussi in questo senso è stato il recente Regolamento Edilizio del Comune di Venezia (delibera del Consiglio comunale n. 70 del 13 dicembre 2019, in vigore dal 15 febbraio 2020) che introduce qui e là limiti agli operatori della Hospitality.

Per esempio, l’art. 42 del Regolamento prevede che “Le strutture ricettive devono avere accessi separati rispetto alla residenza” e prosegue prescrivendo chenegli edifici costituiti da due o più unità immobiliari ad uso residenziale sono ammesse più unità immobiliari residenziali che svolgono attività di “Bed and Breakfast / Locazione turistica” a condizione che non siano tra loro in comunicazione fisica o poste in continuità diretta.” La norma è di scarsa chiarezza lessicale è genera evidenti difficoltà interpretative. Ma soprattutto, nella sua accezione più restrittiva, impedirebbe di fatto a un proprietario di esercitare un’attività di B&B, o anche semplicemente di locare il proprio appartamento con finalità turistica, se già un altro condomino sullo stesso piano svolge la stessa attività. Una norma che presta il fianco a ovvie censure di legittimità per l’ingiustificata limitazione al diritto di proprietà, fatta rilevare da alcune associazioni di categoria come Prolocatur che hanno proposto ricorso al T.A.R. Veneto.

Oggi, quindi, per gli operatori mantenersi aggiornati diventa indispensabile. Per un primo approfondimento sui sussidi, si vedano i suggerimenti del Sole24 ore https://www.ilsole24ore.com/art/sos-turismo-ecco-nuovi-aiuti-regioni-hotel-agenzie-spiagge-e-guide-ADnuqdl?fbclid=IwAR27Xsy5DreGdmN4kDiz8PqEmZ1W3DnSQxoTuMJ5AJDHwbqpF6gdAUBmn8k 

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