Green Pass: ultime novità per l’Hospitality

Anche i Guest della Hospitality devono esibire il GreenPass quando accedono all’albergo dotato di reception. Un obbligo non altrettanto chiaro però nel settore ricettivo non alberghiero, quando la reception manca e l’ingresso è gestito con selfcheck: soluzione suggerita del resto proprio dalle Linee Guida della Conferenza delle regioni e province autonome, emesse lo scorso 2 dicembre, recepite dell’Ordinanza del Ministero della Salute dello stesso giorno. Continuano infine a rimanere esclusi dagli obblighi di esibizione del Green Pass (né potrebbe essere diversamente) gli inquilini di alloggi privati, anche a fronte di contratti di locazione breve.

La decisione del Consiglio di Stato e i pareri del Garante Privacy

Le difficoltà del Legislatore nel delineare una disciplina chiara e univoca derivano dal tentativo di trovare un equilibrio sostenibile tra interessi tra loro contrapposti. Da una parte, il diritto alla salute collettiva, dall’altra, il diritto alla salute individuale con la conseguente libertà di ciascuno di determinarsi in ambito vaccinale. Determinate sul punto la decisione del Consiglio di Stato dello scorso 20 ottobre 2021, n. 7045, che ha sancito la prevalenza dell’interesse collettivo alla salute rispetto al diritto di autodeterminazione del singolo sulle scelte in merito alle vaccinazioni. Questo in quanto, spiega la Corte, “quella stesso valore supremo nella gerarchia dei principi costituzionali e, cioè, la dignità della persona (v., sul punto, Corte cost., 7 dicembre 2017, n. 258) … esige la protezione della salute di tutti, quale interesse collettivo”. Ma la disciplina sull’utilizzo del Green Pass interseca altri valori. Primo tra tutti il diritto alla riservatezza dei dati personali, per la cui tutela si è espresso diffusamente il Garante Privacy interpellato dal Legislatore, da ultimo, con il parere dello scorso 13 dicembre. Coinvolti anche, il diritto ad una istruzione adeguata, al lavoro, alla proprietà e allo sviluppo della propria iniziativa economica. Ulteriori temi si pongono poi in orine all’inesigibilità di norme che sembrano, in attesa di evoluzioni normative e tecnologiche, in concreto ineseguibili. Per esempio, proprio nel settore c.d. extralberghiero – le concrete modalità di organizzazione degli ingressi quando la struttura è priva di reception o di personale di ricevimento “in presenza” rende difficile, se non impossibile, l’applicabilità delle norme sulle verifiche. 

Le locazioni brevi e il Green Pass

La nuova formulazione del DL 172/2021 individua l’obbligo di possesso della Certificazione Verde per l’accesso a “alberghi e strutture ricettive” (obbligo confermato dalle Linee Guida citate). Non c’è alcun riferimento invece, alle locazioni brevi. Lo stesso decreto, all’art.9 10-bis, impone di utilizzare le certificazioni verdi COVID-19 esclusivamente ai fini indicati e prevede che “ogni diverso o nuovo utilizzo delle certificazioni verdi COVID-19” debba essere “disposto esclusivamente con legge dello Stato”.  Ne deriva l’impossibilità di interpretazione estensiva delle disposizioni sull’impiego delle Certificazioni, opinione che sposa le indicazioni sulla tutela della riservatezza diffuse dal Garante Privacy.

Il tema è approfondito nell’articolo di uno dei nostri professionisti, l’avvocato Donatella Marino, pubblicato su Euroconference Legal. Qui il link:

https://www.eclegal.it/certificazioni-verdi-covid-19-real-estate-e-hospitality-le-ultime-interpretazioni/

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