Nel PNRR rivisto continua il sostegno all’Housing universitario: certezze e incertezze sulle nuove regole

Il 27 novembre scorso il Governo italiano ha annunciato l’approvazione da parte del Consiglio dell’Unione europea dell’ultima revisione del PNRR, la quale dovrebbe essere formalizzata definitivamente oggi stesso dal Consiglio “Economia e finanza” (cd. ECOFIN) e che comporterà importanti novità, se tutto sarà confermato, in materia di Housing universitario.

Ne parliamo nel nostro articolo del venerdì con i nostri partner di Hospitality Law Lab, Guido Alberto Inzaghi e Luigi Nassivera, di SI – Studio Inzaghi, primario studio di Real Estate e di diritto amministrativo italiano, unitamente a Donatella Marino, avvocato civilista esperta di Real Estate e fondatrice del nostro Lab. 

Quali cambiamenti vengono apportati?

Con l’ultima revisione del PNRR, già valutata positivamente dalla Commissione europea, si conferma l’obiettivo della Missione 4, Componente 1, Riforma 1.7 dedicata agli alloggi per studenti universitari: realizzare 60.000 nuovi posti letto, per garantire un accesso equo e sostenibile all’istruzione universitaria, con particolare attenzione agli studenti meritevoli e privi di mezzi. Le risorse complessive restano pari a 1,2 miliardi di euro.

Viene tuttavia modificato il target: si prevede che dei predetti 60.000 posti letto circa 30.000 vengano creati entro il 15 luglio 2026 (data ultima prevista per la messa a disposizione dall’attuale bando – DM 481/2024) mentre per i restanti 30.000 viene creato uno strumento finanziario ad hoc (cd. facility).

Quali sono le prossime tappe?

Entro il 31 dicembre 2025 sarà definito l’accordo operativo (cd. implementing agreement) tra lo Stato italiano (si immagina il MUR) e Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP) per l’utilizzo di circa 600 milioni di euro di risorse residue.

Entro il 30 giugno 2026 (o agosto, secondo la proposta italiana) dovranno essere sottoscritti gli atti d’obbligo tra quest’ultima ed i soggetti attuatori per l’impiego delle risorse ed i fondi saranno trasferiti a CDP.

Quali sono i criteri che regolano questa misura?

I principi rimangono invariati: 

  • contributo fisso sino ad un massimo di 20.000 euro per ogni posto letto (si vocifera però che il contributo potrebbe essere ridotto);
  • tariffe ridotte del 15% rispetto al mercato; 
  • riserva del 30% per il diritto allo studio; e
  • divieto di doppio finanziamento.

È quindi stato tutto chiarito?

Purtroppo no. In attesa dell’approvazione finale dell’ECOFIN e del decreto PNRR con cui a livello nazionale verranno formalizzate le modifiche, nella documentazione attualmente disponibile non viene fatta luce su alcuni punti fondamentali, ossia:

  • l’orizzonte temporale entro cui i posti letto dovranno essere realizzati (si vocifera entro fine 2027);
  • il momento in cui le risorse verranno assegnate al destinatario finale responsabile dell’attuazione del progetto (si immagina il momento della sottoscrizione dell’atto d’obbligo con CDP a fronte di idonee fideiussioni);
  • l’ammontare del contributo;
  • se rimarranno validi gli incentivi fiscali attualmente previsti dall’art. 1 bis della Legge 338/2000; 
  • se gli interventi potranno beneficiare della cd. fast track amministrativa prevista dall’art. 1 quater della Legge 338/2000;
  • quali saranno gli standard dimensionali e qualitativi delle residenze da realizzare (si immagina gli stessi dell’Allegato C del DM 481/2024).

Quanto agli incentivi fiscali e alla fast track amministrativa sopra richiamati si immagina (e si auspica) che gli stessi verranno mantenuti anche per gli interventi che si completeranno successivamente al 15 luglio 2026 essendo essi legati complessivamente alla Missione 4, Componente 1, Riforma 1.7 del PNRR (i.e. quella oggetto della recente riforma in commento) e non solamente al DM 481/2024. 

Inoltre, si auspica vengano previsti nuovi stanziamenti per l’utilizzo del credito di imposta in compensazione sull’IMU il cui plafond risulta attualmente esaurito salvo revoche, rinunce o rideterminazioni degli importi dichiarati.

Cosa si prevede, in conclusione, per questo settore?

Il quadro di revisione non è ancora chiaro, la carenza di alloggi per studenti è sempre più un’emergenza a livello nazionale ed europeo: confidiamo, dunque, che le nuove misure messe in campo, assieme all’European Affordable Housing Plan di imminente approvazione e su cui torneremo a gennaio, aiutino quanto più possibile a superare questa criticità.  

Per raggiungere questo obiettivo e per far tesoro delle riforme del PNRR servono, forse più di ogni altra cosa, percorsi acceleratori con norme semplici, chiare, uniformi e certe che permettano a tutti coloro che intendono mettere a terra risorse in questo settore di poterlo fare velocemente e con la certezza delle regole del gioco.

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