Non-compliance degli annunci degli Host con le norme europee a tutela del Guest: sanzioni ad Airbnb in Spagna

La mancata trasparenza sull’identità degli Host sugli annunci online è costata cara ad Airbnb in Spagna: oltre 65.000 annunci rimossi per violazione delle norme europee a tutela dei consumatori. Oltre ad altre irregolarità. Il tema è nel mirino della UE da tempo e il caso solleva l’allarme sulla necessità di maggiore trasparenza nel mercato delle locazioni proposte a turisti tramite piattaforme digitali.

Un tema che i nostri professionisti hanno già trattato da tempo con i loro clienti e segnalato a tutti i player del settore, piattaforme incluse, e che sarà comunque al centro dell’imminente Master organizzato da Euroconference sul nuovo “Diritto della Hospitality digitale” (tra i docenti, i nostri partner Donatella Marino, Luigi Vele e Benedetta Mussini https://www.euroconference.it/centro_studi_forense/diritto_della_hospitality_digitale?utm_content=diritto_della_hospitality_digitale&utm_medium=Eclegal&utm_source=ADVTop&utm_campaign=ADVArticle# ). Ricordiamo con piacere che Hospitality Law Lab ha ottenuto l’accesso alla quota agevolata PRIVILEGE. Per informazioni o per l’accesso all’iscrizione agevolata è sufficiente scriverci all’indirizzo: hospitalitylawlab@gmail.com

Ciò che sta accadendo è che, nel panorama in continua espansione delle locazioni a turisti tramite marketplace digitali (ma vale in tutte le aree in cui operano le piattaforme digitali, in virtù delle stringenti prescrizioni del DSA e DMA), la trasparenza verso i Guest-consumatori è diventata un nodo cruciale, come abbiamo più volte ricordato proprio qui su Hospitality Law Lab. In particolare, l’obbligo di indicare chiaramente se chi offre un alloggio lo fa come professionista o come privato, rappresenta un requisito sempre più rigoroso nelle normative europee. Un principio che diversi Paesi membri dell’UE stanno rafforzando con controlli serrati e sanzioni mirate contro piattaforme e operatori non conformi.

Il caso che sta facendo più rumore in questi giorni arriva appunto dalla Spagna, dove il Ministero del Consumo ha ordinato la rimozione di 65.935 annunci dalla piattaforma Airbnb. Tra le irregolarità rilevate, tutte nella pubblicazione degli annunci, la mancata indicazione della qualifica dell’Host. Oltre errate indicazioni di licenze o codici identificativi. Errori facili da evitare questi ultimi, quando l’operatore è serio. Più complessa è l’indicazione corretta della figura dell’Host, spesso sdoppiata tra gestore e proprietario. 

Questo intervento si inserisce in un quadro normativo europeo in cui il diritto all’informazione chiara e completa per il consumatore è sempre più al centro della disciplina, come confermato dalle recenti modifiche al Codice del Consumo italiano in attuazione della Direttiva Omnibus (UE 2019/2161)

Per un approfondimento, leggi l’intervista alla nostra partner Donatella Marino con alcuni approfondimenti tecnici sulla normativa europea e italiana rilevante per la tutela del consumatore/Guest utente di piattaforma online.

Dove e come è richiesto nel nostro ordinamento questo obbligo di trasparenza?

Nell’odierno assetto normativo italiano ed europeo la tutela del consumatore è ampia e distribuita in vari corpi legislativi. Ai nostri fini, rileva, per esempio, l’art. 22 del Codice del Consumo, integrato dalle recenti modifiche introdotte dal D. Lgs. 26/2023 in attuazione della Direttiva Omnibus (UE 2019/2161), ove si richiede che il consumatore venga informato chiaramente sulle caratteristiche del suo Host, che deve chiarire se è un professionista oppure no. Più precisamente, il comma 4 lett. e-bis) recita: 

Per i prodotti offerti su mercati online, deve essere indicato se il terzo che offre i prodotti è un professionista o meno, sulla base della dichiarazione del terzo stesso al fornitore del mercato online”.

Questa distinzione assume un ruolo cruciale per la corretta applicazione delle tutele previste dalla normativa consumeristica, che si attivano solo nel caso in cui il rapporto si instauri con un professionista. 

Ci sono quindi altre disposizioni a tutela del consumatore/Guest?

Si, molte. Per esempio, l’omessa o errata indicazione della qualifica dell’Host può anche configurare una pratica commerciale ingannevole (art. 22 Codice del  Consumo) è suscettibile di sanzioni e censura da parte delle autorità competenti. 

Alla luce di ciò, la corretta identificazione del ruolo dell’Host si configura non solo come un atto dovuto nei confronti delle istituzioni e del mercato, ma come uno strumento fondamentale di tutela dell’utente finale, contribuendo a rafforzare la fiducia nei servizi digitali e a promuovere una concorrenza più equa nel settore dell’ospitalità.

Quanto accaduto in Spagna può succedere anche in Italia?

In Spagna la normativa applicata è simile a quella italiana, in quanto entrambe di derivazione europea e, dunque, applicative di Direttive comunitarie come quella sopra citata. 

Gli operatori professionali che operano per conto di un privato, come devono agire?

Dipende dai casi. E’ più facile se con il Guest viene creato un rapporto contrattuale unico.

Per esempio, gli alberghi, che concludono online un contratto di ospitalità, sono Host professionali. Oppure un proprietario privato che conclude un contratto di locazione breve tramite piattaforma, è un Host non professionale. Ma ci sono molte situazioni articolate, in cui un unico soggetto (in Italia noto come Property Manager) qualificatosi come Host “vende” diverse soluzioni: alloggio per conto di un privato, servizi di supporto al soggiorno (per esempio, pulizia), servizi di ulteriori terzi (per esempio, wine tour o esperienze o transfer). Il panorama è molto variegato. Ovviamente, più articolata è l’offerta, maggiore è l’attenzione da prestare all’annuncio affinché rispetti i requisiti di trasparenza richiesti. 

Da quanto risulta dai media, Airbnb avrebbe già presentato ricorso contro uno dei tre provvedimenti del Ministero, ma il Tribunale Superiore di Giustizia di Madrid ha respinto l’istanza, ordinando la rimozione immediata di 5.800 annunci in sei regioni chiave: Andalusia, Catalogna, Madrid, Comunità Valenciana, Baleari e Paesi Baschi.

Risulta, quindi, evidente come la corretta indicazione della qualifica dell’Host su ogni annuncio – quale professionista o privato, vedi anche il post Hospitality Law Lab dello scorso 16 maggio 2025 – dovrà essere al centro dell’attenzione di piattaforme e operatori/Host, privati o professionali. E’ indispensabile agire con diligenza e trasparenza. Quanto alle piattaforme, consentendo agli Host di trasferire le informazioni con correttezza e trasparenza, predisponendo idonee interfaccia in tal senso. Quanto agli Host, aggiornando con cura i loro annunci e assicurandosi che la piattaforma utilizzata permetta di dichiarare correttamente la propria qualifica. 

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