Violenza sessuale in alloggio intermediato da Airbnb: quali responsabilità?

Airbnb ha pagato 7 milioni di dollari alla vittima di uno stupro consumatosi in un alloggio intermediato attraverso il noto portale: questo è quanto pubblicato lo scorso 15 giugno da Bloomberg News (https://www.bloomberg.com/news/features/2021-06-15/airbnb-spends-millions-making-nightmares-at-live-anywhere-rentals-go-away?srnd=premium-europe). Una soluzione volta a prevenire possibili addebiti rivolti ad Airbnb. Una sorpresa, posto che sino ad oggi profili di responsabilità per eventi come quello prospettato difficilmente si ritenevano ascrivibili a portali e intermediari online.

Questa la vicenda. La violenza è stata consumata nei confronti di una giovane australiana nel 2015 nell’appartamento a pochi isolati a sud di Times Square, NY, da lei prenotato attraverso Airbnb. L’autore della violenza sarebbe stato un uomo introdottosi nell’appartamento grazie a un duplicato delle chiavi che, secondo la nota agenzia di stampa, erano state lasciate per essere ritirate dagli affittuari in un negozio vicino. Per risolvere la vicenda, prevenendo possibili addebiti di responsabilità, riporta l’agenzia, Airbnb avrebbe emesso nei confronti della vittima un assegno di 7 milioni di dollari.

A prescindere dall’estensione dell’inchiesta, il tragico episodio mette in luce uno dei temi più rilevanti del mercato delle locazioni brevi, dell’extra-alberghiero e in generale della Hospitality: la sicurezza negli alloggi prenotati online e l’attendibilità degli host, specie in situazioni di ospitalità gestite in modo non professionale.

Bloomberg News sottolinea in particolare la rilevanza di un’idonea policy di gestione delle chiavi di ingresso al check-in, specie quando si tratta di chiavi tradizionali spesso lasciate fiduciariamente a un amico o a un vicino.

Questo perché l’esperienza del c.d. home sharing si fonda sul presupposto della fiducia dei soggetti coinvolti: fiducia che, se si rivela mal riposta a causa di un’errata comunicazione e informativa o gestione, può far degenerare il rapporto. Proprio per questo i player della Hospitality, siano essi gestori di strutture ricettive, proprietari di immobili destinati a locazioni brevi, mediatori o intermediari, devono porre in essere quanto possibile per rendere ottimale la sicurezza di inquilini e ospiti e nel contempo predisporre idonee informative e un’adeguata disciplina del rapporto esponendola nel loro sito e nei Termini di Servizi ivi pubblicati.

Occorre però fare delle precisazioni:

  1. il nostro sistema si basa su principi generali diversi rispetto a quelli d’oltreoceano. Questo non esclude che non possono valutarsi profili di responsabilità di natura civilistica – se non penale – rispetto ai gestori/proprietari/intermediari che omettono, ciascuno secondo il proprio ruolo, la dovuta diligenza: certo è che negli ordinamenti europei casi simili sarebbero affrontati con regole diverse.
  2. esistono nell’ordinamento europeo e, conseguentemente, in quello italiano, precipui obblighi di fornire informazioni chiare e veritiere da parte dei soggetti professionali sui contenuti del rapporto e sulle modalità di erogazione di beni e servizi rispetto ai singoli inquilini/consumatori/viaggiatori (specie nei rapporti instaurati online), considerati parte debole del rapporto.

Varie le misure che intermediari, Property Manager, gestori di strutture e proprietari/locatori possono e devono adottare per assicurare un elevato livello di sicurezza dei propri ospiti ed evitare sgraditi accessi all’interno dell’alloggio. Tra queste:

  • dotare l’alloggio di eventuali videocamere di sorveglianza, previe opportune informative;
  • comunicare agli user del sito in modo chiaro tutte le informazioni rilevanti e i comportamenti da tenere in modo che i futuri guest abbiano a disposizione quanto necessario o anche solo opportuno per evitare drammi come quello verificatosi;
  • munirsi di adeguata procedura e sistema di controllo del momento check-in, sia che avvenga con chiavi fisiche o virtuali.

Sull’ultimo punto, ricordiamo il dibattito in corso nelle nostre aule giudiziarie tra i sostenitori della tesi che considera più sicura la chiave tradizionale e i player più innovativi che garantiscono un miglior risultato attraverso i codici digitali modificabili per ogni ospite. Massima attenzione, accuratezza e alti livelli di diligenza restano comunque ancora una volta le strategie vincenti per potersi liberare da responsabilità.

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