La recente sentenza n. 186/2025 della Corte costituzionale segna un passaggio rilevante per il settore della Hospitality e per la governance dei territori ad alta pressione turistica. Il provvedimento, che ha respinto il ricorso del Governo contro alcune disposizioni della legge della Regione Toscana sul turismo, dichiara legittime le norme regionali che lasciano un maggior margine di intervento ai Comuni nella regolazione dell’attività ricettiva e dei c.d. “affitti brevi”, sempreché tali interventi rispondano a primarie esigenze di tutela sociale, equilibrio urbano e sostenibilità ed osservino i generali principi di ragionevolezza, proporzionalità e imparzialità.
A commentare la decisione è la nostra Partner civilista, Donatella Marino, in due approfondimenti rilasciati per Euroconference Legal (vd. link https://www.eclegal.it/overtourism-potere-legislativo-dei-comuni-toscana_prima-parte/). Oggi tratteremo del primo studio, che pone il focus sulla parte relativa alle locazioni turistiche brevi, al centro anche delle nuove normative di derivazione europea di imminente applicazione. La Consulta ha giudicato legittima la norma regionale che consente ai Comuni a maggiore densità turistica, di individuare zone del territorio in cui fissare limiti, criteri e, in alcuni casi, un regime autorizzatorio per l’esercizio delle locazioni turistiche brevi. Secondo i giudici costituzionali, tali misure non incidono direttamente sul diritto di proprietà o sull’autonomia contrattuale, ma rientrano nella regolazione amministrativa delle attività economiche, se necessari per la tutela di interessi pubblici come l’equilibrio urbano, la sostenibilità sociale e la corretta fruizione del patrimonio e nel necessario rispetto dei principi di ragionevolezza e proporzionalità. Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’attribuzione di una dimensione territoriale al fenomeno: la Consulta valorizza il principio di sussidiarietà e ritiene che il livello locale sia il più adeguato per calibrare interventi differenziati, anche in coerenza con il quadro europeo delineato dal Regolamento UE 2024/1028, che entro quest’anno dovrà essere, per l’appunto, attuato. La sentenza apre scenari importanti per gli operatori della Hospitality, chiamati a confrontarsi con una regolazione sempre più articolata, sovranazionale, nazionale e locale. Il dibattito è destinato ad ampliarsi nei prossimi mesi, con l’emersione degli effetti concreti delle decisioni che i Comuni adotteranno in attuazione del quadro normativo che si sta delineando. Temi che saranno trattati anche del FORUM INTERNAZIONALE DEL TURISMO in corso oggi e domani a Milano, al quale parteciperanno alcuni nostri Partner.
L’analisi giuridica della sentenza, portata avanti dalla nostra Partner Donatella Marino unitamente alla nostra Partner amministrativista, Benedetta Mussini, oltre che dai professionisti dello Studio Inzaghi, proseguirà con le novità introdotte dalla stessa sentenza della Corte costituzionale relativamente ad alberghi e strutture ricettive “extra-alberghiere”.

