Urbanistica: diritti fondamentali e molto altro 

È delle ultimissime ore il dispositivo della Corte di Cassazione che dichiara inammissibile il ricorso della Procura contro l’annullamento degli arresti emessi la scorsa estate nei confronti dell’ex assessore all’urbanistica, dell’ex Presidente della Commissione del Paesaggio e di altri indagati nella maxi inchiesta urbanistica condotta dalla Procura di Milano e che, addirittura, accoglie i ricorsi delle difese di coloro che erano stati colpiti dalla applicazione delle misure interdittive. 

Le motivazioni verranno depositate nella prossime settimane e daranno modo di approfondire e cogliere appieno i principi applicati dalla Suprema Corte ai fini non solo del rigetto ma addirittura della dichiarazione di inammissibilità del ricorso della Procura.

I nostri professionisti di Hospitality Law Lab, ciascuno per le Sue competenze, hanno approfondito le diverse questioni, rispondendo alle nostre domande, così da consentire ai lettori di avere un quadro più preciso della vicenda.

Quali sono le principali considerazioni emerse?

Sono confermate, nella sostanza, le valutazioni del Tribunale del Riesame che aveva rilevato l’esistenza di una “semplificazione argomentativa svilente”, basata su dichiarazioni acritiche, connotate da autoevidenza ma prive di rilievo concreto e specifico, “come dimostrano le chiose finali, comuni a tutti gli indagati ed ai rispettivi capi di incolpazione”, per cui “non sussistono dubbi alla luce dei fatti [quali?], delle tempistiche [quali?] e delle decorso delle varie pratiche [quali]?” o dell’elemento psicologico “stante l’inequivoco tenore delle parole profferite [quali?] e dei comportamenti tenuti [quali?]“. Era così stato evidenziato il difetto di prova del pactum sceleris tra il soggetto corruttore e il Pubblico Ufficiale corrotto e, in particolare, dalla prova che – in concreto – l’esercizio della attività fosse stato condizionato dalla presa in carico dell’interesse del privato corruttore, con violazione delle norme attinenti a modi, contenuti o tempi dei provvedimenti da assumere e delle decisioni da adottare.

Rimangono ancora sullo sfondo – per ora – le questioni legate alle indagini e alle contestazioni circa la violazione delle norme centrali della attività urbanistica, quali la qualificazione degli interventi edilizi, le modalità attuative del P.G.T. (tra ricorso al piano attuativo e S.C.I.A. Condizionata) e il soddisfacimento degli standard urbanistici, contestazioni che hanno travolto Comune, operatori del settore e opinione pubblica ormai dal gennaio 2024.

Come si è mosso intanto il Comune di Milano?

Nel frattempo, è recentissima anche la nuova delibera di indirizzo della Giunta Comunale n. 1409 del 13 novembre 2025 che – attraverso una lucida lettura delle decisioni della Corte di Cassazione Penale – traccia la “via di uscita” rispetto a tutti i casi oggetto di provvedimenti di sequestro o di procedimenti amministrativi e penali attraverso l’attuazione di percorsi e misure rimediali, volti a verificare ex post la conformità urbanistica degli interventi edilizi, che comportano “l’integrazione ex post dei procedimenti amministrativi già conclusi ed, in particolare, lo svolgimento di passaggi istruttori e l’adozione dei provvedimenti, che secondo le ipotesi accusatorie, sarebbero stati pretermessi (es. pianificazione attuativa, approvazione delle convenzioni da parte della Giunta Comunale, rilascio del permesso di costruire convenzionato)”.

Si spera così di sbloccare la condizione di completa paralisi dell’attività amministrativa ed edilizia, in cui la capitale economica è stretta da oltre un anno, con grave compromissione dello sviluppo, degli investimenti, della fruizione delle case già acquistate e della certezza sui tempi dei procedimenti amministrativi che – prima di tutto – costituiscono livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e politici. 

Può considerarsi così conclusa la vicenda?

Si tratta certamente di un passo in avanti importante, ma probabilmente insufficiente, di fronte a una situazione tanto estesa e impattante, che merita un tempestivo intervento del Legislatore, in coerenza con i principi della rigenerazione e del riuso del territorio. 

 

 

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