HOSPITALITY LAW LAB

Cambiano le regole della Hospitality

L’estate 2024 trova il mercato della Hospitality in pieno cambiamento. Le nuove regole arrivano, oltre che dal Decreto Salva-casa, dalle prime applicazioni delle normative europee, nazionali, regionali e comunali del 2023 e 2024, soprattutto rivolte alle locazioni Short Term. Grande novità, più volte spiegata dai nostri professionisti di Hospitality Law Lab, sono le nuove regole di compliance di matrice europea poste a tutela del turista. Una figura che viene tutelata dai robusti impianti normativi di volta in volta posti a tutela dell’inquilino, del consumatore, dell’utente on line e del viaggiatore. I soggetti tenuti al rispetto delle nuove norme sono le OTA, gli intermediari on line (Booking, Airbnb, VRBO), i gestori di immobili (property manager) e comunque gli alberghi, le strutture ricettive e i player dello short term rental: in generale, chiunque operi professionalmente on line nel mercato turistico

Si tratta di una compliance monitorata dall’Antitrust italiana (Autorità garante della concorrenza e del mercato, anche “AGCM”), che tutela questo particolare turista nel momento in cui diventa consumatore che utilizza le piattaforme on line, talvolta acquisendo anche lo status ancora più protetto di viaggiatore

Anche le normative fiscali incalzano, dalla DAC7 alle nuove aliquote e alle necessità di rappresentanza italiana, per gli operatori esteri. Mentre i Comuni introducono nuove limitazioni tramite interventi sul piano urbanistico, che dovranno coordinarsi con il nuovo Decreto Salva Casa. Un apparato di norme che si amplia, dunque. I nuovi investitori e gli attuali player che vorranno operare nella ricettività turistica italiana dovranno dunque continuare a guardare gli aspetti contrattuali e commerciali, cercare l’ottimale inquadramento fiscale, adeguarsi ai nuovi adempimenti nazionali e regionali, confrontarsi con le limitazioni introdotte da alcuni Comuni – laddove non impugnate -, ma soprattutto porsi in compliance con gli obblighi a tutela del turista sotto la vigilanza dell’Antitrust.  

Ne parliamo con Donatella Marino, partner fondatore del think tank specialistico Hospitality Law Lab, con una specifica expertise nel settore Hospitality, e con gli altri professionisti partner dell’iniziativa Vincenzo Franceschelli, Docente di diritto privato e diritto del turismo, Bruno Castellini, Docente di International Market & Company Law, Simonetta Marchesi, civilista e fiscalista, oltre a Giada Beghini e Tamara Corazza, operative nel mercato Hospitality nell’area Nord Est. Per il diritto amministrativo, Guido Inzaghi, uno dei più affermati legali italiani nel Real Estate, e con Luigi Nassivera. Per gli aspetti penali, Alessio Lanzi, Docente di diritto penale e Angelo Giuliani. Per il fiscale Giuseppe Marino, Docente di diritto tributario all’Università di Milano con il suo partner, Luigi Vele, avvocato fiscalista. Oltre a Carlo Alberto Rezzani, commercialista, Rosa Abbate, per il diritto marittimo e Sara D’Urso, Docente di diritto del turismo. E il supporto del nostro ospite Benedetta Mussini, urbanista, per i temi del Salva Casa. Professionisti che stanno adattando i business model, e quindi i contratti, i siti, le scelte di costruzione dei prezzi, gli annunci e le condizioni generali, di molti player della Hospitality, così da consentir loro di esser pronti in autunno ad accogliere con serenità le nuove regole di compliance.

Perché parliamo di inquilino – utente on line – consumatore – viaggiatore?

Semplificando, perché si tratta di quattro diversi corpi normativi. Questo è un vero momento di svolta, dal punto di vista civilistico e contrattuale, per chi opera professionalmente nello short term, come gli intermediari on line internazionali (Booking, Airbnb, Vrbo) o nazionali, e i property manager. Eravamo abituati a considerare il guest dello short term come un inquilino (cui applicare le normative del 1998 e del 2011 per le locazioni turistiche, per esempio). Stiamo, invece, assistendo a un cambiamento che rivoluzionerà l’assetto di questo mercato. L’ordinamento sta riconducendo l’inquilino della Hospitality verso la figura del consumatore, tutelato da una specifica normativa molto protettiva. Quando addirittura non viene ricondotta alla regolamentazione del turista -”viaggiatore”, protetto da un ulteriore apparato normativo, recentemente modificato proprio per attribuire specifici poteri di verifica e sanzionatori all’Antitrust. 

Di cosa deve occuparsi l’Antitrust, nel settore Hospitality?

Lo abbiamo anticipato più volte proprio qui su Hospitality Law Lab, e ora si iniziano a vedere i primi momenti applicativi. Anche in virtù del nuovo sistema di poteri di cui è stata dotata dalla normativa europea e italiana, l’Autorità Antitrust ha il potere/dovere di approfondire i meccanismi con cui i player della Hospitality operano nel mercato dei servizi di intermediazione online, offerti tramite piattaforme che consentono a turisti – consumatori di entrare in contatto con proprietari o property manager e prenotare attraverso queste piattaforme un alloggio.

Qualche esempio di obblighi verso il turista e di strumenti sanzionatori dell’Antitrust?

Ce ne sono molti. Per dirne uno, si vedano i commi 51 septies e 51 octies del Codice del Turismo, recentemente introdotti. 

(“1. Salvo che il fatto non costituisca reato … ovvero una pratica commerciale scorretta  … il professionista, l’organizzatore o il venditore che contravviene: … alle disposizioni di cui agli articoli … … per ogni singola violazione, con la sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 euro a 20.000 euro. 2. Fatto salvo quanto previsto al comma 1, il professionista, l’organizzatore o il venditore che omette di fornire l’informazione al viaggiatore, ovvero ostacola l’esercizio del diritto di recesso o di risoluzione ovvero fornisce informazione incompleta o errata o comunque non conforme sul diritto di recesso previsto dagli articoli 40, 41 e sul diritto di risoluzione previsto dall’articolo 42 … ovvero non rimborsa al consumatore le somme da questi eventualmente corrisposte, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.” (Art. 51 septies Decreto Legislativo 79/2011 – Codice del Turismo, ultimo aggiornamento D.lgs. 21 maggio 2018, n. 62 (in G.U. 06/06/2018, n.129))

E ancora, “1,. l’’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, d’ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, accerta le violazioni delle disposizioni di cui all’articolo 51-septies, ne inibisce la continuazione e ne elimina gli effetti, avvalendosi a tal fine degli strumenti, anche sanzionatori, previsti dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206”’ (art. 51 octies Decreto Legislativo 79/2011 – Codice del Turismo, ultimo aggiornamento D.lgs. 21 maggio 2018, n. 62 (in G.U. 06/06/2018, n.129))

Quali sono gli aspetti di interesse del Salva Casa per la Hospitality?

Il Senato ha approvato (lo scorso 24 luglio) il testo della legge di conversione del decreto-legge 69/2024, più conosciuto come “decreto salva-casa 2024“.  Si attende ora la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il testo approvato, che non è ancora disponibile all’attenzione del cittadino, è identico a quello uscito dalla Camera. Anche il Real estate ricettivo è interessato, seppur marginalmente, dalla normativa citata, come già segnalato nel nostro articolo del giugno 2024 (qui il link https://hospitalitylawlab.net/2024/06/14/decreto-salva-casa-e-hospitality-piu-poteri-ai-comuni/). rilevante anche per il coordinamento dei poteri con i Comuni. Ne riparleremo a settembre.

Il team di Hospitality Law Lab, con i suoi professionisti e ospiti, continua a rimanere aggiornato sulle novità legislative e giurisprudenziali del momento per offrire supporto e assistenza e, nell’augurare serene vacanze, saluta i propri lettori fino al mese di settembre.

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